sabato 3 maggio 2014

In my mailbox #Aprile

Buongiorno lettori,
oggi ho deciso di far partire il "nuovo"blog con la prima  puntata di In my Mailbox!

Ideata da The Story Siren, In my Mailbox è una rubrica in cui si mostrano le nuove entrate librose che si sono aggiunte alla libreria. Cercherò di pubblicarla ogni sabato, anche se molto dipende dalla quantità di libri o dal tempo a disposizione.

Vorrei mostrarvi tutte le entrate di Aprile, ma sono davvero troppe e ne ho selezionate alcune per voi. (Scusate per la lunghezza del post)

Iniziamo...







L'amica geniale comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L'autrice scava intanto nella natura complessa dell'amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l'Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l'andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l'autrice ci ha abituati... Non vogliamo dirvi altro per non guastare il piacere della lettura. Torniamo invece all'inizio. Dicevamo che L'amica geniale appartiene a quel genere di libro che si vorrebbe non finisse mai. E infatti non finisce. O, per dire meglio, porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell'infanzia e dell'adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto. Altri romanzi arriveranno nel giro di pochi mesi, per raccontarci la giovinezza, la maturità, la vecchiaia incipiente delle due amiche.



Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell'America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre - quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all'indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica "Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!", e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito, e attraversare insieme a lei l'America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro - o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento. 


Dopo "La famiglia Winshaw", un altro caleidoscopio di invenzioni narrative e un'altra girandola di personaggi ora commoventi ora comici, in un dormiveglia caotico che non conosce riposo. In "La casa del sonno" si racconta l'avventura di un gruppo di giovani. Da studenti, nei primi anni Ottanta, vivono tutti nella severa Ashdown: Gregory, che studia medicina e ha la mania di spiare il sonno altrui; Veronica, una lesbica volitiva, ultrapoliticizzata e appassionata di teatro; Therry, che dorme quattordici ore al giorno e da sveglio sogna di girare un film che richiederà cinquant'anni di riprese; Robert, romantico studente di lettere, che scrive poesie d'amore per Sarah; e Sarah, appunto, intorno alla quale girano le vicende di tutti gli altri. Dodici anni dopo, Ashdown è diventata una clinica dove si cura la narcolessia e nei sotterranei si svolgono oscuri esperimenti. E' un autentico "castello dei destini incrociati", dove si avverano sogni e si dissolvono visioni; dove c'è chi dorme troppo e chi troppo poco, chi ama sognare piuttosto che vivere e chi non vorrebbe perdere un solo minuto di vita nel sonno. E, mentre si interroga ossessivamente sul valore e il significato del sonno, l'eterogenea comunità di studenti, diventata adulta, inciampa nel malessere, nella follia e nelle comiche incongruenze della vita. 

La Zia Rosamond non c'è più. E' morta nella sua casa nello Shropshire, dove viveva sola, dopo l'abbandono di Rebecca e la morte di Ruth, la pittrice che è stata la sua ultima compagna. A trovare il cadavere è stato il suo medico. Aveva settantatré anni ed era malata di cuore, ma non aveva mai voluto farsi fare un bypass. Quando è morta, stava ascoltando un disco - canti dell'Auvergne - e aveva un microfono in mano. Sul tavolo c'era un album di fotografie. Evidentemente, la povera Rosamond stava guardando delle foto e registrando delle cassette. Non solo. Stava anche bevendo del buon whisky, ma... Accidenti, e quel flacone vuoto di Diazepam? Non sarà stato per caso un suicidio? La sorpresa viene dal testamento. Zia Rosamond ha diviso il suo patrimonio in tre parti: un terzo a Gill, la sua nipote preferita; un terzo a David, il fratello di Gill; e un terzo a Imogen. Gill e David fanno un po' fatica a capire chi sia questa Imogen, perché prima sembra loro di non conoscerla, poi ricordano di averla vista solo una volta nel 1983, alla festa per il cinquantesimo compleanno di Rosamond. Imogen era quella deliziosa bimba bionda venuta con gli altri a festeggiare la padrona di casa. Sembrava che avesse qualcosa di strano. Sì, era cieca. Occorre dunque ritrovare Imogen per informarla della fortuna che le è toccata. Ma per quanti sforzi si facciano, Imogen non si trova. E allora non resta - come indicato dalla stessa Rosamond in un biglietto - che ascoltare le cassette incise dalla donna...


 
 E' possibile che un enorme albero compaia dal nulla in una sola notte? E se, dopo qualche giorno, sparisce la proprietaria del terreno in cui è spuntato il faggio clandestino? Per risolvere il mistero non basta un solo detective: ce ne vogliono quattro, gli stessi improbabili investigatori di "Io sono il tenebroso" dell'archeologa e medievalista francese Fred Vargas.







Circondate da un'aura di mistero, le geishe hanno sempre esercitato sugli occidentali un'attrazione quasi irresistibile. Ma chi sono in realtà queste donne? A tutte le domande che queste figure leggendarie suscitano, Arthur Golden ha risposto con un romanzo, profondamente documentato, che conserva tutta l'immediatezza e l'emozione di una storia vera. Che cosa significa essere una geisha lo apprendiamo così dalla voce di Sayuri che ci racconta la sua storia: l'infanzia, il rapimento, l'addestramento, la disciplina - tutte le vicende che, sullo sfondo del Giappone del '900, l'hanno condotta a diventare la geisha più famosa e ricercata. Un romanzo avvincente e toccante, coronato da uno straordinario ritratto femminile e dalla sua voce indimenticabile.

Adele ha trentadue anni e non ha mai lavorato un giorno in vita sua. Una mattina si sveglia e scopre che il suo mondo non esiste più: il marito ha dichiarato fallimento, ha prosciugato i conti in banca ed è scappato con l'amante. Come regalo d'addio le ha lasciato il gigantesco cane della sua nuova fidanzata. Ed è proprio mentre Adele tenta di liberarsene che una ragazza con una bambina in braccio le si fionda in macchina... Inizia così il nuovo romanzo di Stefania Bertola, con l'incontro-scontro tra due donne che non potrebbero essere più distanti: una pare uscita da una versione biellese di Beautiful, l'altra è ecocompatibile e spontaneamente zen, generatrice automatica di guai. Costrette dal destino a dividere una casa, alcune insidie, un'accanita nemica e un affascinante bugiardo, ciascuna imparerà dall'altra a ribaltare le proprie certezze.


I Kwimper, una famiglia di sfaticati che vive di sussidi per la disoccupazione, composta da padre, tre figli e una baby-sitter, durante un viaggio in auto prendono per sbaglio una strada in costruzione e si ritrovano, senza benzina, nel cuore del nulla americano. La situazione ideale per cominciare da capo, come veri pionieri, e costruirsi un nuovo mondo. Peccato che la terra promessa vada difesa dalle pretese di un funzionario del governo fin troppo zelante e di una banda di gangster da strapazzo... 







In un angolo del continente nordamericano c'è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sull'Oceano Atlantico c'è una donna che regge i fili delle storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini. E' Olive Kitteridge, un'insegnante in pensione che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltipllcarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell'animo di chi le sta accanto: un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; Christopher, il figlio, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che nella sua stessa fedeltà al matrimonio scopre una benedizione, e una croce. E ancora, le due sorelle Julie e Winnie: la prima, abbandonata sull'altare ma non rassegnata a una vita di rinuncia, sul punto di fuggire ricorderà le parole illuminanti della sua ex insegnante: "Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi". Con dolore, e con disarmante onestà, in "Olive Kitteridge" si accampano i vari accenti e declinazioni della condizione umana - e i conflitti necessari per fronteggiarli entrambi. E il fragile, sottile miracolo di un'alta pagina di storia della letteratura, regalataci da una delle protagoniste della narrativa americana contemporanea, vincitrice, grazie a questo "romanzo in racconti", del Premio Pulitzer 2009.


 Firmino è un topo nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta. E' il tredicesimo cucciolo della nidiata, il più fragile e malaticcio. La mamma ha solo 12 mammelle e Firmino rimane l'unico escluso dal nutrimento. Scoraggiato, si accorge che deve inventarsi qualcosa per sopravvivere e comincia ad assaggiare i libri che ha intorno. Scopre che i libri più belli sono i più buoni. E diventa un vorace lettore, cominciando a identificarsi con i grandi eroi della letteratura di ogni tempo. In un finale di struggente malinconia, Firmino assiste alla distruzione della sua libreria ad opera delle ruspe per l'attuazione del nuovo piano edilizio.
Raramente un libro è riuscito a fondere insieme umorismo e senso del tragico, sorriso e lacrime, tanto che alcuni critici americani hanno ritrovato in Firmino la stessa disperata comicità dell'omino col bastone creato da Chaplin: Charlot.

36 commenti:

  1. Firmino è da un po' che aspetta di essere letto sul mio "comodino" e Memorie di una Geisha è in wl

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giulia, ti farò sapere presto il mio parere :)

      Elimina
  2. Wow, wow. Di questi ho letto solo Memorie di una Geisha - una vita fa - ed è bellissimo. M'ispira tanto L'amica Geniale, di cui la mia amica Sonia mi ha parlato benissimo. Dai mercatini da me, si trovano solo libri vecchi vecchi: oggi - a due euro - tipo, ho preso Cose Preziose di King. Ma meglio i tuoi! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahahahah se solo avessi lo spazio *_*
      Comunque tutti dite sia bellissimo memorie di una geisha e allora devo sbrigarmi a leggerlo :D

      Elimina
  3. Quanti *-* anche se non li conosco, è sempre bello vedere pile di libri :D
    La trama di Zia Mame mi ha incuriosita tantissimo *___*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non l'ho ancora letto, ma appena lo farò vedrai la recensione :3

      Elimina
  4. Oh, quanti bei libri! Il mio lato librofeticista adora tantissimo questa rubrica! ^^ Di tutti questi ho letto solo Zia Mame e Memorie di una Geisha che, a mio parere, è stato straordinario ( Il film lo hai visto? Altrettanto meraviglioso!). Degli altri che non ho letto, invece, mi incuriosisce molto Firmino e Vacanze matte!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. *_* Non ho visto neanche il film *mi picchio da sola* e devo assolutamente rimediare.
      Non mi basterà una vita intera per leggerli tutti :(

      Elimina
  5. Non ne ho letto nessuno, qualcuno l'ho sentito nominare, altri li ho visti il libreria...
    Ma ti posso dire che il libro "vacanze matte" ha la stessa trama del libro che hai messo sotto?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma sei mitica! Grazie mille, non mi ero resa conto O.o

      Elimina
  6. Un bottino davvero gustosissimo. Ragazze mancine lo punto da un sacco di tempo, e presto sarà miooo.... *si sfrega le mani come una psicopatica*, Zia Mame l'ho letto qualche anno fa e ne ho un bel ricordo. Complimentoni per gli acquisti :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahahahah si sfrega le mani come una psicopatica è fenomenale XD Guarda, io credo di essere malata di libri e più ne ho e più continuo a comprarne O.o

      Elimina
    2. ahahuahhah :) Siamo sulla stessa barca, allora!

      Elimina
  7. Tanti acquisti interessanti: Memorie di una Geisha l'ho comprato anche io da poco, mentre chi è morto alzi la mano l'ho letto tempo fa e mi è sembrato molto carino. Buone letture!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bene, almeno so che è carino XD L'ho comprato tramite ispirazione :)
      Vediamo chi riuscirà a leggere prima memorie di una geisha.
      A presto

      Elimina
  8. Quanti bei libri! Sono tutti interessanti e mi incuriosisce molto "Firmino". Sicuramente trascorrerai ore meravigliose con questi libri:) Buona lettura.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille! Ore?? Mesi XD Ho una lista lunghissima di libri da smaltire ma ce la farò :D

      Elimina
  9. Uh che bottino!!!!
    Che invidia!!!!
    "L'amica geniale" l'ho letto recentemente e mi e' piaciuto tantissimo (tant'e'che voglio leggere i seguiti), "Memorie di una geisha"svariati anni fa e ne conservo un buon ricordo (anche se quando l'ho finito, ammetto, tira i un sospiro di sollievo!).
    Di"Firmino" ne ho sentito parlare molto male, purtroppo (aspetto, quindi, la tua recensione per decidere se vale la pena comperarlo!!!).
    Il libro della Bertola lo prenderò in prestito in biblioteca...di solito mi diverto tanto leggendo i romanzi di questa scrittrice....
    "Olive Kitteridge" mi incuriosisce....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fantastico! Tutti a parlare bene dell'amica geniale <3
      Firmino non è piaciuto a molti, ma molto spesso quando un libr ha pareri contrastanti mi ispira maggiormente a leggerlo

      Elimina
    2. Anche io spesso sono attratta maggiormente dai libri con pareri contrastanti....
      Il 99% delle volte però si rivelano giuste le critiche purtroppo....
      :-(

      Elimina
  10. Ciao Lucrezia. grazie per essere passata al Rifugio degli Elfi e per essere diventata mia follower http://ilrifugiodeglielfi.blogspot.it/

    Ora anche io seguo il tuo. Complimenti bel lavoro !
    Ottimo blog

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Arwen, in realtà seguivo già da prima il tuo blog e, per colpa di un hacker, ho dovuto rifare tutto nuovamente. Incluso riseguire i blog.
      A presto e grazie

      Elimina
  11. Mamma mia quanti bei libri! Entrambi i libri di Coe e Memorie di una Geisha sono da un po' nella mia wishlist, Ragazze mancine invece non lo conoscevo ma mi incuriosisce molto :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao :) A breve farò la recensione della casa del sonno, mentre non vedo l'ora di iniziare memorie di una geisha :)

      Elimina
  12. Tanti bei libri Lucrezia! Zia Mame l'ho adorato, e mi ispirano tantissimo Firmino e Olive Kitteridge ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benissimo, mi incuriosiscono questi pareri contrastanti su zia Mame... quindi vedremo! Spero di fare a breve la recensione anche degli altri :)

      Elimina
  13. Ho letto Chi è Morto Alzi la Mano, ,molto carino!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bene :D Tanto non è molto grande e lo leggerò molto presto :)

      Elimina
  14. Quanti bei libri! Mi è piaciuto l'amica geniale ed anche Olive Kitteridge; devo dire che mi attirano quasi tutti!
    complimenti per la varietà di lettura e grazie per essere passata da me!
    ti seguirò con curiosità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao e grazie a te! Anche secondo me sono i più carini, ma vedremo :)

      Elimina
  15. Ciao bella!!wow quanti libri..che bello!!^_^..mi incuriosisce molto Memorie di una Geisha!!!ne ho sentito parlare tanto...sono curiosa di sapere la tua opinione..*_^

    RispondiElimina
  16. Firmino, potrebbe andar bene per bambini?
    Nuova Follower, se ti va passa da me ^_^
    http://sweetmylife1.blogspot.com/2014/05/come-riciclare-le-uova-di-pasqua.html

    RispondiElimina
  17. Ciao Lucrezia, urca quanti bei libri *-*
    Io ho letto Firmino tempo fa e non ne ho un bel ricordo, mi aveva annoiata parecchio dopo un po'.
    L'amica geniale mi ispira un sacchissimo!

    RispondiElimina
  18. Quante belle new entry!!! Mi incuriosiscono molto i due di Coe e Vargas. Ci faccio un bel pensierino. ;-)

    RispondiElimina