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lunedì 21 settembre 2015

RECENSIONE: QUALCOSA DI BUONO DI michelle wildgen

Buon lunedì,
come state? Nell'ultimo periodo ho letto tantissimo ma recensito molto poco, quindi inizio a recuperare le letture concluse. Oggi vi parlerò del romanzo Qualcosa di buono di Michelle Wildgen, pubblicato dalla casa editrice Vallardi.




sabato 29 agosto 2015

Recensione: L'ora di lettura di Carole Lanham

Buon weekend a tutti, come state?

Oggi a Torino fa di nuovo caldissimo e mi sto sciogliendo, però niente può fermarmi ed eccomi qui con una nuova recensione. 
In realtà ho già postato su YT il mio pensiero sul romanzo L'ora di lettura di Carole Lanham, edito da Bookme, ma pensavo di lasciarla anche scritta così potete decidere.
Questa recensione partecipa alla Lotto reading challenge, obiettivo num.16 (prima tappa): un libro che parli di un hobby



lunedì 17 agosto 2015

Recensione: sembrava una felicità di Jenny Offill

Buongiorno lettori e buon inizio settimana.

Questo sarà un post programmato e spero con tutto il cuore che blogger deciderà di non deludermi. Detto ciò, oggi vorrei parlarvi di un libro non molto conosciuto e non molto pubblicizzato tra i social, ma non per questo non merita una possibilità di lettura.
Sto parlando del romanzo Sembrava una felicità di Jenny Offill, edito dalla casa editrice NNeditore.



sabato 1 agosto 2015

Recensione: La tentazione di essere felici di LORENZO MARONE

Oggi è venerdì e qui a Torino è arrivato un bel temporale che ha rinfrescato tutto.
Finalmente si respira, posso accendere il pc per dedicarmi al blog e aggiornare le mie ultime letture.
Chi mi segue sa che questo libro ha avuto una brutta avventura in piscina, ma sono riuscita in qualche modo ad asciugarlo e divorarlo. Terminato ieri e, oserei dire, adorato perchè è riuscito a sorprendermi... e adesso vi spiegherò il perchè.
Questa recensione partecipa alla Lotto reading challenge
90: Un libro con il titolo che contenga un aggettivo


martedì 21 luglio 2015

Recensione: Crazy Dog di Meg Donohue


Buongiorni lettori!
A Torino il sole continua a essere sempre più caldo e l'afa aumenta di conseguenza. Mi piace l'estate ma se sono al mare, perchè queste temperature in città sono davvero insopportabili. Ultimamente sto leggendo poco ma, per fortuna, questi libri si sono rivelati all'altezza delle mie aspettative.
Oggi vi parlo di Crazy Dog, un romanzo pubblicato da Harlequin Mondadori e che potete già trovare nelle librerie. Non poteva scapparmi un libro con una cover così pucciosa e una storia di cani... dovevo leggerlo assolutamente!
Questa recensione partecipa alla lotto reading challenge, obiettivo num.9( seconda tappa): un libro con il titolo formato da due parole




Come si può resistere al fascino di una cover come questa? Un puccioso cucciolo di labrador che appoggia il musetto sopra la spalla della padrona? Non si puo, ma c'è qualcosa che mi disturba... perchè questo titolo?
All'inizio ho pensato a una storia comica, buffa, di un cane dispettoso in stile Marley. Insomma, una storia strappalacrime ma al tempo stesso esilarante per gli episodi raccontati. Poi ho letto la trama e mi sono ritrovata tutt'altro, e non che la cosa mi abbia fatto cambiare idea nel leggerlo ma volevo capire il perchè dell'accostamento titolo e storia.
Sarò sincera e, se un po' avete imparato a conoscermi, sapete che studio veterinaria, amo gli animali e possiedo un cane e un gatto. Provo sulla pelle l'amore per il mio amico a quattro zampe e so quanto può essere dolorosa la loro perdita. Per questo mi sono avvicinata a Crazy dog come attirata da una forza che conosco molto bene e, al tempo stesso, curiosa di immergermi in un qualcosa che mi fa sentire, almeno in parte, coinvolta. A casa.

Crazy Dog è la storia di Maggie, una giovane donna che aiuta altre persone a superare il dolore della perdita dei loro animali. Il suo lavoro consiste nel tirare fuori i proprietari dal buco nero in cui sono caduti  e donargli una nuova forza per andare avanti, per superare questa mancanza. Lo so, forse chi non possiede un animale trova le mie parole un tantino esagerate, ma loro sono parte integrante delle nostre giornate, sono un po' come bambini senza genitori che devi accudire perchè senza di te sarebbero persi.
Maggie Brennan è brava in quel che fa ma non è altrettanto brava a guarire se stessa. Da qualche mese ha perso il suo amato cane Toby e da quel momento sono tornati a farle visita alcuni fantasmi del passato. Ora sa di essere sola e la sua vita è andata in tilt, in un mega corto circuito che nonè in grado di superare. 
Fino a quando non incontrerà Anya, una giovane "cliente", che sostiene di non aver bisogno di una consulenza ma di un aiuto per ritrovare il suo cane.  Anya è sicura che il suo amico peloso non è morto come tutti vogliono farle credere e Maggie vuole aiutarla... ma come? 


Non voglio avventurarmi di più sulla trama o rischio di fare spoiler. Quello che più mi preme di dirvi è: ma l'autrice ha scritto un romanzo per me? Sta parlando proprio a me?
Più lo leggevo e più mi sentivo così dentro alla parte che quasi avevo difficoltà a dividere realtà e finzione, mi sono immedesimata in tantissimi momenti e negli stati d'animo dei personaggi. Vorrei  circondarmi di persone dall'animo sensibile come Maggie e come Anya perchè c'è tanto di me in loro.
Ho percepito l'amore incondizionato che può donarti un animale, la loro maldestra presenza, la loro calda presenza e l'assenza di essere travolti da un carico di felicità quando rientri a casa.  Crazy dog è un libro piacevole, sincero, leale, che fa bene al cuore e allo spirito, proprio come è l'anima di un cane. 
I cani occupano una buona parte della narrazione ma principalmente Crazy dog è la storia di due donne e di come, insieme, possono superare le loro paure e tornare a sorridere alla vita. Sono una la parte mancante dell'altra e le loro figure si incastrano alla perfezione in questo progetto, e non sanno come la loro conoscenza cambierà il corso degli eventi.
Per buona parte della lettura ho davvero amato questo libro ma per un'altra parte ho trovato un po' che si perdesse lo spirito iniziale e l'idea di partenza. So che la storia rappresenta soprattutto un percorso di crescita della protagonista ma ho perso per strada l'entusiasmo iniziale. Forse è stato un mio limite perchè mi ero immaginata lo svolgimento della storia in modo diverso, ma ho comunque apprezzato il romanzo nella sua totalità.

sabato 11 luglio 2015

RECENSIONE: SO CHE CI SEI DI ELISA GIOIA


So che ci sei è stato il libro che mi ha accompagnato in questi ultimi tre giorni. L'avrei finito anche prima, ma fa talmente caldo che anche solo l'idea di leggere mi faceva stare male (giuro che è una cosa passeggera).
Mi sono avvicinata a questo libro con tanta curiosità, vuoi il successo ottenuto dall'autopubblicazione, vuoi i commenti scovati in rete, vuoi il seguire l'autrice attraverso i social ( vi consiglio di scovarla su instagram). Insomma, questo libro dovevo assolutamente leggerlo.
Avete presente quei libri che partono come un treno senza mai fare fermate? Ecco, So che ci sei è stato un viaggio senza soste, un viaggio con biglietto di solo andata e con una valigia vuota da riempire strada facendo.

Le prime pagine ci informano che Gioia Caputi è stata lasciata dal suo grande amore, Matteo, e da quel momento la sua vita è cambiata radicalmente. Un cuore a pezzi da rattoppare, troppa delusione e un grande dolore che non intende staccarsi da lei. I mesi scorrono e Gioia trova lavoro presso un importante agenzia di marketing ma, anche se può contare sulle sue amiche, non riesce a dimenticare il passato e soprattutto quel "maledetto" musicista del suo ex.
Complice un viaggio a Barcellona con le sue tre amiche, Gioia incontrerà e si scontrerà con l'affascinante Christian: uomo bello come un Dio e affascinante playboy con anni di esperienza.  Insomma, un fine settimana da togliere il fiato, peccato che il rientro in Italia sia obbligatorio... ma forse Gioia non sa che ad attenderla ci saranno importanti novità.


So che ci sei è un libro che parla di amore ma lo fa usando spesso l'ironia. Credo che questa sia davvero l'arma vincinte dell'autrice perchè rende unico e speciale il suo romanzo. Non si fossilizza sulla parte romantica, avventurandosi in scene mielose e troppo zuccherose, ma l'alterna a momenti molto divertenti e parti dove predomina l'amicizia con la A maiuscola.
Gioia è una protagonista che si lascia amare perchè è l'incarnazione della donna "reale", non la donna piazzata in un romance e creata alla perfezione, no. Gioia si lascia adorare per la sua genuinità, la sua spontaneità e quel mix esplosivo di tutte le insicurezze che accomunano il genere femminile. Gioia può essere una di noi. Ha la risposta sempre pronta, quella trepidazione, ammettiamolo, tipica di noi donne nel controllare ossessivamente il cellulare. Nell'attendere un sms che non arriva e verificare l'ultima volta che ha fatto accesso a whatsapp. L'autrice ci dipinge una protagonista solare, piena di difetti, insicura ma anche generosa, leale e soprattutto umana. Io l'ho sentita particolarmente vicina a me e al mio modo di essere, e forse è proprio questo che ho apprezzato maggiormente.
E poi c'è Christian. Bello, ricco (ops), famoso( ri-ops) e maledettamente magnetico. Il rapporto Kelly-Uragano ( lo capirete leggendo il libro) è un continuo punzecchiarsi, battibecchi, ripicche ma anche di momenti delicati, dolci e che ti restano impressi. Ok, è vero che nei romanzi c'è spesso il "famoso" triangolo amoroso, ma questo mi è piaciuto e non l'ho trovato forzato e fuori luogo. 
Conosceremo anche le amiche di Gioia( delle vere pazze) e anche la famiglia della protagonista( ho già usato la parola pazzi?), e vi assicuro che in questo libro non c'è MAI da annoiarsi.
Leggere So che ci sei è stato come andare in altalena, una altalena di sentimenti ed emozioni contrastanti, si passa dalla rabbia alla risata, e dal romanticismo all'affetto. Ammetto che più volte mi sono ritrovata a ridere nel letto, cercando di soffocare la risata per non svegliare il mio compagno, e altre dove ho chiuso il libro e, se la finestra era aperta, sono certa che avrei fatto canestro in strada. Quasi 300 pagine che racchiudono una storia che si lascia leggere e si lascia divorare, la lettura ideale da accompagnarvi questa estate. Sono certa che apprezzerete lo stile dell'autrice perchè è fresco, pulito, frizzante e sa gestire ogni situazione, passando dalla nota romantica a quella più ironica.
C'è un però... il finale. Cara Elisa Gioia, solo per questo ti meriteresti un 3! Però, visto che hai fatto un ottimo lavoro, evito di tirarti le orecchie e mi metterò nel mio angolino a meditare e attendere il desiderato seguito.  
Qui sotto troverete la playlist del libro che io, ovviamente, ho ascoltato e ve la consiglio.



giovedì 2 luglio 2015

RECENSIONE: SE NON FOSSI TU DI JEMMA FORTE


Ciao lettori, 


il climatizzatore ha deciso di abbandonarmi proprio nei giorni più caldi e sto facendo una lotta con il pc, ma l'avrò vinta io -_- Il  caldo che emana non avrà la meglio su di me e sulla recensione.
Oggi intendo parlarvi di un libro che ho terminato da poco e che si è lasciato divorare in una giornata... mi riferisco a Se non fossi tu di Jemma Forte.


        JEMMA FORTE
        Se non fossi tu

Dopo un vano tentativo di seduzione nei confronti del marito Max, da cui ultimamente si sente trascurata, Jennifer Wright esce di casa in preda all'agitazione. Deve assolutamente andare dalla sua migliore amica. Indossa solo lingerie e un soprabito, è sconvolta, non presta sufficiente attenzione alla strada e... Viene investita da un'auto. Finisce in coma all'ospedale, e forse era proprio quello che ci voleva per rimettere ordine nei suoi pensieri. Durante il coma, infatti, fa esperienza di come sarebbe stata la sua vita se in passato avesse preso decisioni diverse. Che cosa sarebbe stato di lei se nel 1994 avesse seguito quel gran figo di Aidan in Australia? E se nel 1997 non avesse mollato Tim, genio del computer, che si sarebbe arricchito grazie a una sua invenzione da nerd? E che dire di Steve, il bravo ragazzo, che nella realtà ha lasciato per quello che sarebbe diventato poi suo marito? Tre possibilità fino a quel momento inesplorate che le faranno capire con chiarezza chi è Jennifer Wrigth e che cosa dovrà fare per riconquistare la felicità perduta.



Questo è uno di quei libri che mi ha conquistata sopratutto grazie alla trama. Sì, la copertina è caruccia ma avevo l'impressione di trovarmi davanti a una romanzo adolescenziale, e al momento non avevo voglia di leggere storie di minorenni con i loro casini.
E poi l' illuminazione: mi ha ricordato tanto il film Sliding doors e il romanzo Due varianti di me ( che ho apprezzato), e vai subito con l'immersione nelle pagine di carta.

Jennifer è una moglie e una mamma di due splendide bambine, lavora saltuariamente presso un'agenzia immobilare e conduce una vita confortevole. Però c'è qualcosa che la disturba e forse il motivo si chiama abitudine o forse crisi di mezza età.  Il sentirsi schiacciata nel condurre una vita non completamente felice, monotona e accanto a un uomo distratto, che non ti guarda con gli stessi occhi innamorati di anni prima. La fiamma si è quasi spenta e resta accesa grazie a un impercettibile bagliore, e così Jennifer decide di ribaltare la situazione per cercare di  ritrovare l'intesa persa con il suo uomo.
Peccato che quella sera, complice una discussione con il marito, Jennifer afferra il primo cappotto ed esce di casa piena di rabbia.  e non si accorge dell'auto che sta arrivando dal lato opposto.
Jennifer è in coma ma la sua mente è in piena attività e le dà la possibilità di esplorare ciò che la vita poteva offrirle se avesse preso strade diverse.
Da questo momento il lettore ha la possibilità di accompagnare Jennifer attraverso quattro percorsi e sperimentare l'ipotetico futuro con tre uomini cardine della sua vita: abbiamo il marito Max, il suo primo amore, il fidanzato ai tempi del college e il compagno dopo il college.
Ogni strada inizia con l'incontro tra i due personaggi e, con salti temporali piuttosto ampi, si arriva al fatidico momento di come poteva essere e come poteva finire quel rapporto.

Se non fossi tu è un romanzo che si divora, scorrevole, coinvolgente e riflessivo. L'attenzione è rimasta alta per tutta la lettura e ho apprezzato molto il gioco del " E SE...". In fondo è una di quelle domande che ci poniamo tutti nella vita e chi afferma il contrario è un bugiardo. Quante volte abbiamo pensato, magari di fronte a un brutto momento, se quella manciata di secondi potevano fare la differenza o come poteva essere la nostra vita se non lasciavamo il primo amore. Come poteva cambiare la tua vita? Avresti avuto gli stessi amici o li perdevi strada facendo? E dove vivresti, ma soprattutto ... che persona potevi essere? L'esplorazione di Jennifer è una scelta coraggiosa e la fa con una piena consapevolezza di una donna insoddisfatta. Senon fossi tu è il ritratto di una donna infelice incastrata in un matrimonio difficile, che si trova a interrogarsi sulle scelte che ha affrontato e quanto ha perso o ha accumulato da queste.
Un elemento che gioca a  favore di questo romanzo è il finale. Ecco, non è assolutamente come me l'aspettavo ma molto, molto meglio. Non posso anticipare nulla ma, credetemi, per quanto possa farvi incazzare credo sia un the end strepitoso. Niente finale scontato per questo romanzo che si è creato un piccolo posticino nel mio cuore già affollato.
Se non fossi tu è il consiglio di accettare il presente ma soprattutto il vostro passato. Non si può vivere con la testa piena di punti di domanda e di rimorsi, ma bisogna buttarsi nelle proprie scelte e accettare quello che viene. E se quel qualcosa non vi piace, stop... cambiatelo!
Nessuno può garantirvi un futuro come lo desiderate, ma potete essere voi stessi a cercare di costruirlo il più vicino possibile a quella idea. 

venerdì 26 giugno 2015

RECENSIONE: I MISTERI DI CHALK HILL DI SUSANNE GOGA

Ciao lettori, 

oggi vi lascio il mio pensiero su una delle mie ultime letture. Il romanzo in questione è I misteri di Chalk Hill di Susane Goga, e con questa recensione partecipo alla Lotto reading challenge (seconda tappa) con l'obiettivo numero 29: un romanzo con la copertina che ricordi una stagione.

        SUSANNE GOGA
        I misteri di Chalk Hill

Un romanzo pieno di mistero e romanticismo. Una storia che alle atmosfere di Jane Eyre unisce una suspense unica ed elettrizzante. La prima volta che Charlotte si trova davanti alla splendida tenuta di Chalk Hill, sulle verdi colline del Surrey, rimane senza fiato: l’imponente villa, sormontata da una torretta e circondata da alberi secolari, è il luogo più affascinante che abbia mai visto. Qui potrà finalmente iniziare una nuova vita, dopo aver lasciato Berlino a causa di uno scandalo che ha compromesso la sua reputazione di istitutrice. Chiamata a occuparsi della piccola Emily, Charlotte si rende subito conto che una strana atmosfera aleggia sulla casa: la quiete è quasi irreale, il papà di Emily è gelido e altezzoso, la bambina è tormentata ogni notte da terribili incubi e dice di vedere la madre, scomparsa un anno prima in circostanze misteriose. L’affetto per Emily spinge Charlotte a voler capire cosa stia succedendo a Chalk Hill, ma nessuno dei domestici osa rompere il silenzio imposto dal vedovo sulla morte di Lady Ellen. Solo con l’aiuto dell’affascinante giornalista Thomas Ashdown, Charlotte si avvicina alla verità, una verità sconvolgente, sepolta tra quelle antiche mura.Nella piovosa campagna inglese, una storia romantica e misteriosa, dove brivido e sentimento si intrecciano in un crescendo di colpi di scena.





I misteri di Chalk Hill è il nuovo romanzo di Susanne Goga, pubblicato in Italia dalla casa editrice Giunti.
Il libro racconta la storia di Charlotte, una giovane istitutrice che fugge via dalla Germania, in seguito a un infelice storia d'amore, e si rifugia nei pressi di Londra.
Qui sarà l'insegnante di Emily, una bambina riservata di otto anni, con un precedente stato di salute molto precario, e rimasta orfana di madre, scomparsa poco tempo prima in un tragico incidente. 
Charlotte avverte fin da subito che c'è qualcosa di strano in quella casa, soprattutto dopo il verificarsi di incubi e strane rivelazioni di Emily.
A Chalk Hill nessuno osa nominare Lady Ellen, nè la servitù e nè il padre di Emily. Parlare della sua morte è vietato e anche nei dintorni nessuno sembra disponibile ad aiutare Charlotte nel ricostruire il passato di quella famiglia.
Inoltre Emily soffre di incubi notturni che sembrano essere legati alla morte della madre e peggiorano di volta in volta. A Charlotte non resta che scovare le risposte necessarie per  trovare spiegazione a tanti misteri che aleggiano attorno alla tenuta e attorno alla storia della madre di Emily
Tom, un giornalista, aiuterà la famiglia e Charlotte a risolvere il mistero che aleggia attorno alla morte della madre di Emily.


Chalk Hill è una vasta tenuta circondata da una foresta e da un fiume pericoloso. Attraverso le sue mura si percepisce freddo e ostilità, i silenzi sono quasi insopportabili e inquietanti.
L'atmosfera è cupa, curiosa e misteriosa al tempo stesso. Il lettore ne rimane affascinato e si muove tra le stanze voltandosi indietro al minimo rumore. Segue Charlotte in ogni suo spostamento, cerca di indirizzarla verso una scelta piuttosto che un'altra e tenta di capire cosa si nasconde dietro il passato di quella famiglia.
  Si percepisce l'impronta della tipica letturatura inglese ottocentesca e si respira quell'angoscia che ti obbliga a non dare nulla per scontato e sentire sempre una sgradevole sensazione addosso. Come la sensazione che qualcosa di brutto potrebbe accadere da un momento all'altro.

Charlotte farà luce su quanto successo e il tutto viene ricostruito con un susseguirsi di eventi misteriosi, che il lettore dovrà interpretare e decidere se si trattano di origine soprannaturale o se esiste una spiegazione più razionale. Gli incubi della piccola Emily sono frutto di una mente creativa o sono realistici?
Le descrizioni sono esaustive  ma senza eccedere nell'abbondanza, il lettore riceve la giusta dosa di informazioni ed è in grado di visualizzare i luoghi del romanzo. 
L'abilità di Susanne Goga è di farti sentire parte integrante della storia e di tenere per mano Charlotte. L'accompagni nei suoi spostamenti e studi il volto di ogni persona che incontra, provi a decifrare le risposte che ottiene e fai le tue supposizioni.
La protagonista è un personaggio ben caratterizzato, dotata di una forte personalità e soprattutto coraggiosa. Decide di ricostruirsi una nuova vita in Inghilterra, abbandonando i propri affetti, e affronta di petto il cambiamento. 

Devo essere sincera e ammettere che mi è mancato qualcosa. Ho sicuramente apprezzato determinati aspetti della sua persona, ma per altri versi non mi ha convinta. In generale l'ho trovata un po' insipida e indifferente, non è scattato il feeling che desideravo.
A differenza gli altri protagonisti sono meno caratterizzati ma ognuno svolge egregiamente la sua parte all'interno della narrazione. 

Il romanzo si alterna tra le vicende narrate da Charlotte e le avventure di Thomas Ashdown, critico teatrale da poco entrato a far parte di un gruppo scientifico che studia eventi paranormali.
Ho apprezzato entrambe le parti ma, sarà colpa di leggere troppo, ho intuito molto presto cosa si nascondeva dietro i misteri di Chalk Hill, anche se fino all'ultimo  ho sperato di sbagliarmi.
Un'altra critica devo farla alla fascia che cita: "romantico come Jane Eyre"... Ecco, vorrei capire perchè le case editrice devono intortarci con queste frasi a effetto e del tutto fuori luogo. Io non ho trovato niente di romantico in questa storia e, vi giuro, che non è colpa della mia acidità. Fino alla fine ero convinta di leggere il colpo di scena, di fare il tifo per un amore sbocciato nonostante tutti gli avvenimenti negativi, ma nulla. L'autrice accenna solo e finisce tutto lì. Non che desiderassi a tutti i costi la parte romance in un romanzo definito giallo, ma lo pretendevo per la citazione a Jane Eyre.
Detto questo, mi sento di consigliare il romanzo agli amanti del genere e di lasciarvi tentare e ospitare da Chalk Hill. Sono sicura che il pernottamento sarà di vostro gradimento.

lunedì 15 giugno 2015

RECENSIONE IN ANTEPRIMA DI VORREI CHE L'AMORE AVESSE I TUOI OCCHI DI DIEGO GALDINO + VINCI UNA COPIA CON DEDICA

Ciao lettori, 

il lunedì è sempre un giorno critico e per questo ho pensato di farvi una bellissima sorpresa. Ho avuto il piacere di leggere in anteprima il nuovo romanzo di Diego Galdino e vorrei condividere i miei pensieri con voi.
Seguite il post fino alla fine perchè ci sarà una bellissima sorpresa: potete vincere una copia del romanzo con dedica dell'autore.
Diego Galdino, oltre a essere un bravissimo scrittore, è una persona eccezionale e ha messo a disposizione il suo romanzo per i lettori che seguono il mio blog.
(Con  questa recensione partecipo alla Lotto reading challenge (prima tappa) con l'obiettivo numero 2: scelta libera.





   DIEGO GALDINO 
Vorrei che l'amore avesse i tuoi occhi

Sofia vive a Cetona, uno splendido borgo immerso nella tranquilla campagna senese, con la sua famiglia. Ma la quiete è presto turbata dall’arrivo di un ospite speciale, un pittore australiano molto noto che ha scelto quelle incantevoli colline come soggetto per i propri quadri. La fama che lo precede è quella di un uomo affascinante ma molto schivo, solitario e inquieto. Lui e Sofia sembrano appartenere a mondi diversi, ma il loro incontro, dopo le prime schermaglie, risveglierà sentimenti a lungo sopiti, regalando a entrambi una nuova occasione di felicità.
  


Vorrei che l'amore avesse i tuoi occhi è il nuovo romanzo di Diego Galdino che troverete in libreria a partire da domani 16 giugno.
Sperling & Kupfer si riconferma la casa editrice che, dopo il successo dei precedenti, ha creduto nell'autore e farà felici i suoi lettori, che attendevano con trepidazione l'uscita del suo romanzo. 

Il libro racconta di una storia d'amore che sboccia tra una giovane donna e un pittore famoso in cerca di ispirazione. Una melodica conoscenza sullo sfondo di una Toscana che ti riempie i polmoni con i suoi profumi e gli occhi con i suoi colori caldi. Una vera delizia che inebria ogni senso.
Sofia, la protagonista, vive a Cetona, un meraviglioso borgo nella campagna toscana che attende l'arrivo di un ospito molto speciale. Lui è Tyron, un famoso pittore australiano che ha scelto questo luogo come soggetto per i suoi quadri.
Tra Sofia e Tyron sono subito scintille, uno scoppiettante odio-amore che li allontana ma che, al tempo stesso, li avvicina sempre più.
I nostri due protagonisti appartengono a due mondi diversi, due mondi che non dovrebbero entrare in contatto, ma succede e le conseguenze saranno devastanti per entrambi.

Il Nicholas Sparks italiano torna più carico che mai, e ci ammalia con un romanzo che diffonde vita, calore, sentimenti ed emozioni a 360 gradi.
Vorrei che l'amore avesse i tuoi occhi mi ha convinta e l'ho trovato anche più completo rispetto al romanzo precedente. La mia impressione è che non volesse fermarsi alla "commedia romantica" ma cercasse di andare oltre, di  arrivare a toccare le corde giuste per emozionare e renderlo quasi più reale.
Diego Galdino si è confermato un valido scrittore del panorama italiano, capace di scrivere con estrema facilità storie che trasudano momenti di felicità e anche di malinconia. L'autore va a scavare dentro il cuore dei protagonisti e li mette a nudo, a nudo davanti alle loro insicurezze e alle loro paure. In qualche modo sono messi di fronte a una scelta che spetta a loro decidere: se rimanere ancorati al passato o risvegliare sentimenti a lungo sopiti.
Davvero un libro scorrevole, si divora in poche ore e ti lascia una gradevola sensazione sulla pelle. Lo ammetto, è un romanzo che parla di amore ma viene fatto con una tale maturità che non risulta assolutamente "pesante" e "mieloso, anzi... la storia dei due protagonisti non è fisica, non è sessuale, ma è di testa. Entrambi hanno il potere di scombussolare la vita dell'altro grazie alla propria determinazione, alla propria mente e in secondo luogo per merito della bellezza. Sono i loro contenuti a fare la differenza e a superare l'impatto visivo che si crea fin dal primo istante. 
Un romanzo delle seconde occasioni, una storia che ci insegna ad andare oltre le apparenze e spiccare il volo, anche quando la paura ci tiene inchiodati al suolo.
Perchè in fondo siamo noi stessi a tarpare le ali e imperdirci di godere lo spettacolo da lassù. La vita è fatta di capitoli e bisogna solo cogliere il momento, o la persona giusta, per voltare pagina.


Se la mia recensione vi ha convinti e vi fa piacere provare a vincere una copia con dedica, qui avete la possibilità di partecipare.


Il Giveaway inizierà oggi  e si concluderà Sabato 20 Giugno sera.
Il vincitore sarà estratto a randomi e lo informerò della vincita tramite email, ma comunque pubblicherò un post sulla mia pagina fb e in questa pagina.

Come si partecipa?




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E LA VINCITRICE è:
MILU' BIJOUX

......COMPLIMENTI :) 

mercoledì 10 giugno 2015

RECENSIONE: A FIOR DI PELLE DI SOPHIE JACKSON

Ciao lettori, 

qui a Torino il tempo è proprio terribile, si alterna tra giornate di caldo torrido e giornate nuvolose e piovose. Patisco molto questi sbalzi improvvisi, soprattutto perchè mi provocano il mal di testa e la mia pressione bassa ne risente. Ok, non ho ancora 30 anni ho già i miei problemi -_-'
Comunque...  oggi vi parlerò del romanzo di Sophie Jackson, che uscirà domani in libreria e pubblicato dalla Fabbri editore, e con questa recensione partecipo alla Lotto reading challenge (seconda tappa) con l'obiettivo numero 6: un romanzo ambientato in America. 


        SOPHIE JACKSON
            A fior di pelle

Dopo aver assistito all’omicidio di suo padre quando era solo una bambina, Kat da anni sogna il misterioso ragazzo che l’ha salvata dal fare la stessa fine. Ora, a 24 anni, Kat insegna letteratura inglese in carcere, per onorare la memoria del padre, un sognatore prestato alla politica. In carcere, i demoni di Kat sembrano risvegliarsi, soprattutto quando incontra Wes, un detenuto problematico, pericoloso almeno quanto affascinante e carismatico. Tra loro cominciano presto a esserci scintille, soprattutto quando Wes riconosce in Kat la bambina che ha salvato tanti anni prima…



Come si inizia a parlare di un romanzo che non ti è piaciuto? Come si può cercare di impacchettare bene un pensiero per renderlo meno "cattivello"?
Forse bisogna partire dai pregi e fare un giro lunghissimo per arrivare ai difetti? Non ne ho idea, ma ci proverò. 
Credetemi, ero davvero contenta di poter leggere il romanzo in anteprima, soprattutto perchè "A pound of flesh" è stato un romanzo, primo di una trilogia, che ha raggiunto un vastissimo pubblico di lettori su Fanfiction.net, ma la delusione mi ha inseguita.

Bene, il romanzo si apre con un flashback che ci permette di incontrare una Kat Lane bambina che assiste impotente all'uccisione di suo padre. 
Ai giorni nostri, invece, Kat è una giovane insegnante che lavora all'interno del penitenziario di Staten  Island e qui conoscerà il bello e tenebroso carcerato Wesley Carter.
Tra i due scatta da subito quel "qualcosa", una scintilla destinata a proseguire anche al di fuori del carcere. Sarà proprio nel mondo "reale" che il lettore scoprirà cosa si cela dietro i due protagonisti e tanti segreti usciranno allo scoperto.
Sinceramente non voglio parlarvi di più della storia o rischio di svelare quei pochi colpi di scena (?) che sono presenti, diciamo che basta leggere la trama per capire tutto... quindi mi limiterò nel raccontarvi la mia esperienza con questo libro. 

Kat Lane viene descritta come una donna piuttosto abitudinaria, perseguitata da incubi del passato, che decide di affrontare queste paure insegnando ai detenuti di una prigione. Aveva fatto una promessa al padre e intende rispettarla.
Dopo poche pagine avviene l'incontro tra Kat e Wesley Carte e, parliamoci chiaro, non ci voleva una scienza per capire  dove sarebbe andata a parare l'intera storia... ma è ormai un limite di tantissimi romanzi e, quindi, andiamo avanti. 
Se da un lato abbiamo una protagonista ai livelli di una top model e anche dotata di un valido cervello, dall'altra parte non poteva mancare un sexy e pericoloso detenuto con la sua reputazione da mantenere.
Carter deve frequentare uno dei corsi previsti all'interno del carcere per guadagnarsi la libertà condizionale, e Kat sarà la sua insegnante personale. Tra i due si percepisce una scarica elettrica che li travolgerà e obbligherà a fare i conti con le proprie paure e il proprio passato.
Voglio essere sincera, fino a 1/4 del romanzo ero davvero motivata e mi entusiasmava anche la storia, ma poi è arrivata una maledetta noia che mi ha fatto cambiare idea.
I punti di forza c'erano e potevano essere sviluppati molto meglio di così, ma non sono nessuno per consigliare a un autore come migliorare il primo scritto, per questo mi limito a fornire il mio parere di lettore.
400 pagine sono davvero troppe e l'autrice si perde nel ribadire i soliti concetti. A fior di pelle si mostra come un romanzo dove regnano i sentimenti e l'amore, e sono questi i punti di forza ma anche di difetto: sono troppo accentuati. Si potevano tagliare moltissime scene senza levare nulla alla storia e,anzi, poteva solo acquistare punti per approfondire gli aspetti che sono stati lasciati in secondo piano... o meglio, persi per strada.
L'autrice ha una dote naturale nel dare voce all'emozione ma appare, almeno per i miei gusti, troppo prolissa. Non c'è bisogno di alternare i pov per ribadire lo stesso concetto perchè il lettore l'ha già afferrato. Non c'è bisogno di tutte queste ripetizioni perchè il lettore ha già letto. Tuttavia l'autrice sente la necessità di informarci giornalmente sull'abbigliamento dei personaggi, perchè deve essere qualcosa di importante.
I dialoghi sono spesso traboccanti di smancerie e un po' "fuori luogo" in determinati momenti, ma ribadisco che è un mio problema.
Tralasciando questi difettucci, il romanzo si lascia leggere e si lascia terminare. Non pretende di insegnare qualcosa e non pretende di diventare ( almeno spero) un caso editoriale in Italia, ma deve essere letto lasciando a casa le aspettative e senza prenderlo troppo sul serio.
Il romanzo è pieno di spunti di riflessione che, purtroppo, non ho visto sviluppare e questo mi dispiace. In conclusione A fior di pelle trasuda un messaggio di riscatto personale e di un amore che non si ferma davanti alle prime difficoltà, ma che cerca di superarle per stare insieme. Perchè l'amore ci rende vulnerabili, ci mette a nudo, a pelle contro pelle, e bisogna imparare a guardare nella stessa direzione per poter trovare il tanto desiderato happy ending.

sabato 23 maggio 2015

RECENSIONE: L'INCANTO DELLE PICCOLE COSE DI ILARIA PALMOSI

Ciao lettori, 

sono lentissima con le recensioni ma il blog, ve lo giuro, tornerà attivo con un ritmo più regolare. Sicura? Forse, almeno ci proviamo!
Oggi vi parlerò del romanzo di Ilaria Palmosi, pubblicato dalla collana Bookme, e con questa recensione partecipo alla Lotto reading challenge e spunto l'obiettivo numero 86: un libro di un'autrice italiana. 


         ILARIA PALMOSI
    L'incanto delle piccole cose

Doralice Incanto è una giovane laureata in filosofia. Ha lo sguardo tagliente, il cuore pieno di spifferi e in testa un groviglio indomabile di ricci e di pensieri. Mentre studia per il dottorato e per diventare insegnante, si mantiene collezionando lavoretti da poco.E intanto aspetta senza sperarci che l’uomo dei sogni bussi alla porta. Tra cani da portare a spasso, Aforismi da rimuginare e le solite rogne con il padrone di casa, le giornate volano via e l’umore oscilla tra temporali e schiarite. Fino a quando nella sua vita si apre un varco, uno spiraglio fortuito nel quale si intrufolano due persone speciali: Beo, un bimbo di cinque anni che vive solo con il papà, e Gilda, un’anziana scrittrice stravagante e burbera che da due decenni si rifiuta di uscire di casa. Come per una magica alchimia, l’incontro tra Lice, Gilda e Beo scioglie il ghiaccio delle rispettive paure, segreti e dolori vengono a galla, e tutto quello che sembrava impossibile diventa a poco a poco realtà. E mentre un amore difficile sgretola apparenti equilibri, anche i rimpianti di Gilda, vasti e antichi come montagne, cedono il posto a una nuova occasione di felicità. Con una penna ironica e leggera, Ilaria Palmosi celebra la poesia delle piccole cose e degli incontri che possono cambiare una vita. Regalandoci tre personaggi capaci di lasciare il segno nella memoria e nel cuore.




Inizialmente il romanzo fu autopubblicato su Amazon con il titolo La felicità delle piccole cose e poi acquistato dalla casa editrice Deagostini per la nuova collana Bookme.
L'incanto delle piccole cose è la storia di Doralice Incanto, una giovane insegnante precaria, che perde il lavoro e si ritrova disoccupata. Non è facile riuscire a pagare l'affitto senza una entrata economica e così decide di  reinventarsi e "ripiegare" su piccoli lavoretti, come la baby sitter e badante.
Doralice, a differenza della sorella Anna, è una donna dal cuore generoso, goffa, un po' svampita e piena di insicurezza, sia lavorative che amorose.
Tra i preparativi del matrimonio della sorella, tra improvvisarsi dog-sitter e inventare nuove bugie da raccontare alla famiglia, a Doralice viene offerta, quasi per puro caso, la possibilità di fare la baby sitter a Beo, un simpatico bambino di cinque anni e di fare la bandante a Gilda, una donna anziana che vive nel silenzio della sua casa.
Mi fermo qui per non svelare altro della trama, ma posso garantirvi che questi due incontri trasformeranno la vita della nostra protagonista.

 Forse l'amore, alla fine, è sbraitare che te ne vai senza mai fare sul serio, urlare cattivi e poi darsi un bacio, odiarsi e amarsi insieme, la mano nella mano sotto le coperte.


Ilaria Palmosi riesce a raccontare e a far convivere in uno spazio ristretto di circa 200 pagine, due generazioni: quella di Beo e quella di Gilda.
Beo e Gilda sono i due personaggi chiave della storia, due personaggi che modificano profondamente Doralice e la trasformano in una donna nuova. Una donna più completa.
Da un lato abbiamo il futuro, colmo di genuinità, di scherzi, di momenti spontanei e di natularezza e dall'altro il passato, ricco di ricordi, di segni del tempo e di opportunità mancate.
Questi due mondi entrano in contatto e l'effetto sarà esplosivo. Le conseguenze saranno inevitabili e talmente positive da farci sorridere.
Purtroppo, e parlo per me, ho trovato il romanzo davvero  breve. A volte avevo l'impressione di perdere l'essenza di alcune scene perchè troppo sintetiche e percepivo dei tagli nei punti sbagliati. Avrei voluto sapere di più, scavare più a fondo nelle vite dei personaggi e non limitarmi a vedere solo la superficie. Questo credo sia il difetto più evidente del romanzo, ma parlo sempre di un mio gusto personale perchè amo le descrizioni e conoscere tutti i personaggi a 360 gradi.

L'incanto delle piccole cose è uno scrigno che, una volta aperto, sprigiona l'essenza più autentica e pura della semplicità. All'interno non troveremo grandi tesori, non troveremo la presunzione di essere superiori, ma un messaggio molto diretto e, forse, sottovalutato: sono i piccoli gesti a fare la differenza.
Ed è così che Ilaria Palmosi ce lo fa capire con questo romanzo. Entra in punta di piedi nelle nostre vite per dare una sbirciata e se ne va, lasciandoci un delicato senso di quotidianità fatto di vedere il mondo da una nuova angolazione. Perchè a volte basta solo abbattere delle regole per poter guardare oltre e, vi assicuro, che il mondo non è poi così tanto male.


"So per certo che esiste un ordine per ogni cosa:

i calzini sono in coppia, gli orecchini sono due,

dagli amori nascono i figli, dai figli i nipoti.

E' il cerchio della vita, così si dice.

Ma, ricordati, c'è sempre una fessura da cui entra qualcosa d'altro.

A volte è qualcosa di buono, altre l'opposto.

Un giorno vinci e quello dopo perdi.




martedì 5 maggio 2015

Recensione: Quasi arzilli di Simona Morani

Ciao lettori, 

che bellissima emozione tornare a scrivere nel mio blog. Mi era davvero mancato!
Cercherò di recuperare il tempo perso, postando tutte le recensioni arretrate, e oggi voglio parlarvi del romanzo Quasi arzilli di Simona Morali. 

         SIMONA MORANI
                 Quasi arzilli

Nello storico bar la Rambla, nel cuore dell'Appennino Reggiano, la mano di briscola è più triste del solito. Nemmeno i caffè alla sambuca di Elvis riescono a tirare su il morale. Ermenegildo infatti non ha lasciato solo una sedia vuota, ma anche un grande buco nel cuore dei suoi amici e uno spettro con cui fare i conti. Dopo la vecchiaia c'è la morte. E dopo la morte? Ognuno cerca di reagire a modo suo: Gino, soprannominato Apecar per via dello sgangherato mezzo con cui circola, non vuole abbandonare la guida nonostante non ci veda più e sia un autentico pericolo pubblico. Ettore non riesce a dormire e tutte le mattine, puntuale come un orologio, si presenta nello studio del dottor Minelli. Basilio, ex comandante della ventiseiesima Brigata Garibaldi, si scaglia contro il "nemico", un ragazzo serbo che ha preso in gestione il negozio di frutta e verdura, appartenuto al caro Ermenegildo. Nel frattempo, però, sulla scombinata combriccola incombe un'ulteriore minaccia: Corrado, il nuovo agente della polizia municipale, sembra avere un'unica missione: spedire tutto il gruppo alla Villa dei Cipressi, la nuova casa di riposo che sta per essere inaugurata...




Non mi era mai capitato prima e non credevo fosse possibile, ma vi dirò che ha bussato anche alla mia porta il maledetto blocco del lettore!
E come superarlo? Ho provato a farlo con l'aiuto di un libro un po' diverso dal genere che leggo, un libro che potesse regalarmi qualche ora di svago e senza troppe pretese.
Quasi arzilli ha colpito nel segno e ha accarezzato le mie notti con una storia davvero originale, ben scritta, spiritosa ma al tempo stesso riflessiva.
Il romanzo è stato da poco pubblicato dalla casa editrice Giunti e, complice una copertina e una trama ironica, è finito dritto nella lista dei libri da leggere.
Quasi arzilli racconta le (dis)avventure di un gruppetto di amici ultraottantenni, che si incontrano ogni giorno al bar la "Rambla", situato nel cuore dell'appennino Reggiano, e tra una briscola e l'altra, si raccontano e passano in compagnia le giornate.
L'improvvisa scomparsa di Emenegildo ha scombussolato i cuori di tutti e anche vedere la sua sedia vuota non aiuta a risollevare l'umore dei suoi amici. La vecchiaia c'è ed è inutile tentare di nasconderla ma, quando arriverà il momento della morte, cosa ci sarà dopo? Si smette di esistere per sempre?
Così l'autrice ci racconta le storie dei suoi personaggi. Abbiamo Gino, soprannominato Apecar, che circola per le strade senza patente e senza assicurazione, ma si ostina a non voler rinunciare a questa sua indipenenza nonostante la vista non sia più dalla sua parte.
Poi c'è Ettore, detto Il putto, perchè oltre a non essersi mai sposato, non ha mai avuto una donna e il suo appuntamento fisso è la tappa dal medico del paese per raccontagli un p0'della sua vita. E infine c'è Basilio, ex comandante, che non sopporta l'arrivo di un ragazzo serbo che ha preso in gestione il negozio di Ermenegildo. Insomma, una sfaccettatura di caratteri, di situazioni e di svolgimenti che non possono annoiare il lettore.
Tutto sembra ripetitivo e quasi noioso, ma qualcosa sta per cambiare il clima del paese ed è la notizia dell'inaugurazione della Villa dei Cipressi, una casa di riposo, che è vista, dal vigile e altri parenti, come meta perfetta per la "famosa" combriccola di amici.
Simona Morani ha racchiuso in questo romanzo una commedia ironica, ricca di risate e di simpatici personaggi indimenticabili. 
Quasi arzilli ci fa respirare il profumo di un paese che è quasi in via di estinzione, un paese quasi "rurale", abitato da anziani, abitato da quelli che potrebbero essere i nostri nonni.  L'autrice ci regala momenti di comicità alternati a momenti di riflessione, in cui i nostri protagonisti si rendono conto di essere arrivati a un punto della vita dove poco si può più fare. Si vive ormai di ricordi, di quello che ha segnato la propria vita, di nostalgia per i momenti andati, e con uno sguardo al futuro quasi "coraggioso"... essere pronti, o forse rassegnati, nell'accettare quello che il destino ci riserva.
Un romanzo che parla di amicizia, di sentimenti, di affetti e della nostra Italia.